
L’itinerario inizia, per esempio, con i prodotti “fuori pasto”, e cioè, con i grissini Rubatà, fatti a mano, e, ancora, i croccantelli aromatizzati. A questi fanno seguito le “Olive”, variamente preparate e confezionate. Si prosegue con i prodotti gastronomici, in cui spicca la lavorazione manuale unita alla fantasia; e poi, “Mare”, e cioè molluschi come moscardini, seppie, polpi e magari in “giardiniera”, insieme a pesce azzurro, marinati all’italiana; e ancora, “Antipasti”, dai rari pomodorini gialli semi-dried, lavorati dal fresco, al più comune cappero sotto sale. Si passa ai primi piatti : da vari tipi di pasta secca ( all’uovo e non ) e riso ( fra cui il Vialone Nano ai “pestelli”), a quella fresca, ruvida e farcita bicolore, nei suoi gusti multiformi. La pasta e quant’altro deve essere condito e, allora, per esempio, pomodori pelati del Salento, pasta di carciofi, sugo ai funghi porcini, quando non addirittura il tartufo bianco fresco. Può essere necessario anche l’olio e l’aceto e, quindi, 6 tipi di olio extra vergine, provenienti da 5 regioni, accompagnati da oli aromatizzati e da una moltitudine di aceti, balsamico e non. E quindi il secondo piatto: dai classici prosciutti, attraverso la salsiccia fresca e il salame al tartufo, fino alla porchetta di Ariccia. A questo segue il “plateau de fromages” : 55 tipi dalla Val d’Aosta, fino alla Sicilia. Quindi il dessert: dalle torte... [more]